Alzheimer: la malattia e la memoria

Alzheimer: la malattia e la memoria.
In che modo sono connesse?
LA MALATTIA DI ALZHEIMER: che cos’è

La malattia di Alzheimer è la causa più frequente di demenza.
Essa rappresenta la terza causa di morte nei paesi occidentali.

La malattia di Alzheimer è determinata da una lenta perdita di cellule nervose (neurodegenerazione) in tutte le aree della corteccia cerebrale, in relazione alla deposizione di aggregati proteici insolubili. Vi è, quindi, un raggrinzimento globale del tessuto cerebrale.

I SINTOMI DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER: come riconoscerli

“Con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia ma colpisco un pò a casaccio perchè non ho più memoria” Coda di lupo – Fabrizio De Andrè

L’arrestarsi di un cervello affetto da demenza non è come staccare la spina.

Ci vuole tempo. Togliere energia ai vari reparti (memoria, linguaggio, movimento,…) diventa un lavoro che si integra e si compie pian piano con l’andare dei giorni e della vita.


La malattia – scrive Michele Farina (giornalista de Il Corriere della Sera e scrittore “Quando andiamo a casa? Mia madre e il mio viaggio per comprendere l’Alzheimer. Un ricordo alla volta” 2015) – gratta via grammi su grammi a un cervello da un chilo e mezzo: la malattia svuota con il cucchiaino dell’uovo alla coque, senza che lo svuotato forse se ne accorga in appieno e lasciandolo senza tuorlo”.

Lo sviluppo della malattia è lento e fin da subito si notano nella persona alcuni comportamenti atipici.

Il più​ importante tra questi comportamenti, credo si riconduca a un certo smarrimento, tristezza, irrequietezza.

Uno stato di malessere percepito, in quanto i primi ad accorgersi che qualcosa sta cambiando sono proprio loro, le persone.
Mi piace citare le metafore che utilizza il Dr.Cameron J. Camp nel suo libro (Vivere con l’alzheimer) proprio per identificare i principali campanelli d’allarme, i primi sintomi: la bacchetta magica cattiva. Spariscono, cioè, i ricordi a breve termine.

Alzheimer: una “PATOLOGIA CINEMATOGRAFICA”

Mat Whitercross, regista inglese il cui padre si è ammalato di Alzheimer, ha definito questa malattia una “patologia cinematografica“.

L’Alzheimer smonta e rimonta gli spezzoni, mescola le scene, taglia i primi piani e lascia intatti gli sfondi (M. Farina – Quando andiamo a casa? Bur Editori)​. Spariscono dalla​ memoria, scene, ricordi, episodi appena accaduti di cui la persona perde completamente le tracce. Non sono mai accadute, non ci sono, non esistono.

E questo può riferirsi a qualche cosa accaduto, detto o ascoltato pochi minuti prima.

La macchina del tempo all’indietro: la demenza funziona come una macchina del tempo all’indietro. Negli stadi iniziali si dimenticano cose o avvenimenti appena accaduti,​ man mano che progredisce​ la malattia si possono dimenticare cose che sono accadute il giorno prima, la settimana prima, poi l’anno prima. Poi un decennio prima.

Non ha senso discutere con una persona affetta da demenza, in quanto quello che per noi è dimenticato per lei non è mai esistito.

LE CONOSCENZE GENERALI SUL MONDO

Un altro problema che si manifesta, diverso dai precedenti, seppur coinvolga sempre la memoria, riguarda le informazioni sul mondo​.

Ovvero la memoria semantica.

Queste informazioni sono state apprese nel passato e inserite nella memoria. Tuttavia è difficile recuperarle​ senza aiuto.

Il Dr.Cameron J.Camp ha identificato e associato a questa difficoltà la frase “sulla punta della lingua“. Questa frase, infatti, rende chiaro quel che la persona può provare quando magari​ cerca di ricordare qualche cosa della sua vita o del suo passato.

E’ un processo che risulta essere molto difficile per lei in quanto sa di di conoscere il nome o l’accaduto​ ma non riesce a ricordarlo: si genera perciò molta frustrazione, tristezza e rabbia.

 ALZHEIMER: la malattia e la memoria

La maggior parte delle persone associa la malattia di Alzheimer e altre forme di demenza (spesso senile) alla perdita della memoria.

In realtà non è l’unica cosa che accade e, qualche volta, nemmeno la più importante.

Ci sono tre problemi di memoria associati alla demenza: il primo coinvolge l’apprendimento di nuove informazioni e, gli altri due, coinvolgono il ricordo di informazioni già apprese.

Quali sono le memorie danneggiate?

  • Memoria episodica: la capacità di ricordare gli episodi personali della propria vita: man mano che progredisce la demenza si possono dimenticare cose accadute il giorno prima, la settimana prima e poi l’anno prima
  • Memoria semantica: riguarda le informazioni relative al mondo (il vocabolario, il nome del nipote, la capitale del Belgio, etc). Queste informazioni sono state apprese nel passato e inserite nella memoria, tuttavia non è facile recuperarle senza aiuto!
montessori-alzheimer-demenza-attivita-formazione-parma
Memoria semantica: attività Montessori
NON TUTTE LE MEMORIE SONO PERSE NELLA MALATTIA DI ALZHEIMER

La Memoria procedurale o memoria implicita (motoria), è quella memoria che viene utilizzata per apprendere quel che facciamo o come utilizziamo gli oggetti.

Questa memoria viene mantenuta anche in presenza della malattia ed è molto importante mantenerla allenata e utilizzata.

Il Metodo Montessori concentra obbiettivi e attività proprio su quest’aspetto indagando quali sono le abilità residue e lavorando per potenziarle.

______________________________________________________

PROGRAMMA MONTESSORI PER LA DEMENZA

“It is extremely important to
remember that persons with
dementia are, first and foremost,
people”

CAMERON J.CAMP PH.D

Bisogno di provare autostima verso se stessi.
Bisogno di esprimere i propri pensieri.
Bisogno di sentire un senso di appartenenza.
Bisogno di realizzarsi.

Molti dei problemi comportamentali associati alla demenza possono essere ricondotti all’incapacità di soddisfare uno o più di questi bisogni umani fondamentali.

Nelle case di riposo, spesso, le persone vengono impegnate in attività sempre uguali in caratteristiche e difficoltà.

Questo crea una certa apatia e frustrazione.

Lo scopo del Programma Montessori per la Demenza creato dal dr. Cameron J. Camp (attività Montessori) è proprio quello di risolvere questi problemi (chi è Cameron J. CampVivere con l’Alzheimer C.J.C. 2016)

Le attività basate e ispirate al metodo Montessori forniscono compiti che consentono di mantenere o migliorare le abilità necessarie per svolgere compiti di vita quotidiana.

montessori-parma-alzheimer-demenza-formazione-caregiver-oss

Queste attività migliorano le abilità necessarie per eseguire i compiti di base come mangiare da soli, vestirsi e partecipare ad attività ricreative.

È inoltre importante fornire stimoli cognitivi e una certa dose di difficoltà pur consentendo sempre di terminare l’attività.

Le attività Montessori sono:

  • pianificate e sequenziali
  • utilizzano oggetti “veri” di vita reale
  • progressive: dal più semplice al più complesso
  • progressive: dal concreto all’astratto
  • divisibili in STEP
  • presentabili in STEP
  • tantissime, inesauribili!
Le attività Montessori contengono il
Programma Orizzontale ed il Programma Verticale

Che cos’è il Programma Orizzontale?

Comprende tutte quelle attività con un livello simile di difficoltà che utilizzano simili procedure e abilità.

Che cos’è il Programma Verticale?

Comprende compiti più facili o più impegnativi rispetto all’attività originale.

  • Azione verso alto –> la realizzazione di un compito che aumenta le difficoltà rispetto all’attività originale
  • Azione verso il basso –> la realizzazione di un compito che riduce la difficoltà
malato-alzheimer-attività-montessori-memoria-motoria
Esempio di attività Montessori per la malattia di Alzheimer

Le attività sono classificate in sezioni sensoriali, motorie, cognitive, abilità sociali.

Importante!

Far bene è un termine relativo…
L’impegno e la stimolazione sono gli obbiettivi primari di tutte le attività.

Gallery

____________________________________________________

Per iscrizioni, informazioni e date dei corsi potete accedere direttamente alla pagina Contatti.

Per i miei corsi di Formazione:
Formazione Montessori